La Villa

STORIA & NATURA


Un prezioso scrigno che racchiude secoli di storia della nostra terra, la Toscana.
Un palcoscenico suggestivo sulla natura viva.

La villa di Collina domina la Val di Marina da una invidiabile posizione panoramica, sulla sommità dell’omonimo colle sul quale si estende un bosco di querce, pini e filari di cipressi. Il complesso architettonico della villa è posto al centro di un imponente terrapieno, sostenuto da bastioni a scarpa, che racchiude i locali di servizio e d’uso agricolo. Fa da cornice alla villa un ampio prato rettangolare che offre un punto di vista privilegiato sul panorama, fino al Montalbano e alle colline di Artimino e di Poggio a Caiano.

A

ppartenuta anticamente alle famiglie Aleotti, Rimbettini e Lappacci, agli inizi del Cinquecento la villa e tutta l’area di Collina divennero proprietà dei Salviati, l’antica famiglia fiorentina allora in rapida ascesa sociale, imparentata con il Granduca Cosimo dei Medici. Nel 1553 Filippo di Averardo Salviati affidò l’ultimazione della villa a Baccio Bandinelli, mentre suo figlio Antonio commissionò al pittore fiorentino Bernardino Barbadelli detto il Poccetti la decorazione dell’Oratorio della Visitazione, con episodi della vita di San Giovanni Battista (patrono dei Salviati).

Nel 1843 il complesso venne acquistato da Marianna di Lorenzo Ginori Lisci, la famiglia che aveva fondato la prestigiosa fabbrica di ceramiche di Doccia. I nuovi proprietari incentivarono la vocazione agricola di Collina che negli anni Trenta del Novecento, sotto la gestione del fattore Guido Baldi, partecipò alle sperimentazioni agricole distinguendosi per l’impianto dell’oliveto razionale e per l’allevamento delle mucche di razza Calvana. Fra il 1971 ed il 1974 il marchese Paolo Venturi Ginori Lisci fece restaurare tutto il complesso dall’architetto Niccolò Rucellai. Oggi tutti i possedimenti sono di proprietà degli eredi del Marchese Paolo Venturi Ginori Lisci.